La diagnosi del dott. Michelangelo
Roma, 24/06/2011 -
«I dati sulle presenze turistiche nei primi cinque mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, sono sconfortanti e presentano un saldo pari allo 0,1% positivo, cioè poco o nulla». E’ questo il dato preoccupante che si evince dalle parole del vicepresidente nazionale di Unionturismo, Michelangelo Trebastoni.
«La congiuntura economica internazionale può costituire una buona scusa per giustificare i flussi irrilevanti, ma non è sufficiente - dice Angelo Trebastoni – adesso occorrono interventi strutturali che diano maggiori certezze a tutti gli Operatori turistici e una progressiva semplificazione della disciplina dei prezzi di strutture ricettive che deve essere riferita alle tipologie degli impianti turistici e alla loro classificazione. L’aver deciso che il governo del turismo debba restare nelle competenze delle regioni ha mostrato, a distanza di anni, il limite di venti diverse potestà legislative che hanno generato un vero e proprio caos geo-istituzionale nell’organizzazione turistica italiana. La nascita del Ministero del Turismo – continua il vicepresidente dell’Union Turismo - ha aperto uno spiraglio positivo per il coordinamento dell’attività promozionale all’estero, ma non è ancora maturo per un coordinamento più efficace del sistema organizzativo del settore. I livelli occupazionali presentano una flessione per i lavoratori a tempo indeterminato (- 2,1%). L’industria turistica è praticamente ferma: non aiutano certo a superare la crisi né la sanguinosa “primavera” dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, né le continue liti che infiammano il dibattito politico nel nostro Paese. La proposta dell’Unionturismo di restituire il mese di settembre al consumo turistico interno, allineando la ripresa scolastica in tutte le Regioni al 1° ottobre, non ha trovato condivisione in parlamento; né si è provveduto ad abbassare l’IVA di ristorazione e delle attività alberghiere allo stesso livello dei competitori europei, quali Francia, Spagna, Svizzera e Grecia; l’introduzione della imposta di soggiorno non ha creato entusiasmo tra gli albergatori e l’entrata in vigore del Codice del turismo non dà garanzie per incentivi e sgravi fiscali sugli investimenti del parco alberghiero nazionale. Nessuna risposta giunge anche agli interrogativi sull’attuazione della direttiva 2008/122/CE, sui contratti di multiproprietà, di rivendita e di scambio e su quelli relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine. Il turismo può diventare una risposta positiva alla crisi economica creando opportunità di lavoro e risorse aggiuntive per l’economia nazionale: è compito del Governo e delle Regioni manifestare una maggiore operatività e soprattutto armonia d’intenti, per restituire all’Italia turistica competitività sul mercato mondiale».
Guglielmo Bongiovanni
|