All’indomani dell’infuocata seduta di Consiglio comunale che ha trattato lo spinoso argomento dei parcheggi a pagamento, abbiamo intervistato il consigliere dell’MpA Michelangelo Trebastoni, protagonista in aula di un intervento particolarmente graffiante.
Consigliere Trebastoni, lei ha voluto fortemente la convocazione di quel Consiglio comunale.
«Noi consiglieri comunali ascoltiamo i problemi dei cittadini e cerchiamo di affrontarli nel luogo preposto. Questa amministrazione ha esautorato il Consiglio comunale ed ha voluto agire in perfetta solitudine, infrangendo le regole e perseguendo un obiettivo discutibile. Ha infranto le regole perché è assodato che la competenza in materia di regolamenti e di regolamentazione delle tariffe è esplicitamente di competenza del Consiglio comunale. L’obbiettivo discutibile è quello di voler introdurre un pressante balzello sulle spalle dei cittadini piazzesi, già strangolati da un’economia asfittica e priva di sviluppo. A chi fa fatica a reperire il cibo quotidiano non si può imporre anche il pagamento del parcheggio. E ancor meno si può imporre ai residenti, che per tornare a casa saranno obbligati a pagare una sorta di riscatto. Neanche i portatori di handicap sono garantiti come dovrebbero. Insomma, un gran pasticcio!».
Lei in aula ha parlato di un aggio eccessivo concesso alla Sis.
«Un aggio che ricorda molto da vicino quello di cui godevano i cugini Salvo ai tempi del “Sacco di Palermo”. Non si può concedere un servizio così complesso ad una ditta privata che avrà tutti gli interessi a vessare i cittadini per fare più cassa. In Italia abbiamo già visto cosa è successo ai Comuni che hanno affidato servizi del genere a ditte private, senza operare alcuna azione calmiera. La Sis di Perugia stringerà il cappio attorno al collo dei piazzesi per ricavare utili maggiori e per recuperare le somme investite, maggiorate dalle forti pressioni esercitate per effettuare assunzioni clientelari».
E ha anche parlato di un bando pubblico burla.
«Investito del problema da un cittadino escluso dalle selezioni, ho chiamato personalmente un dirigente della Sis per informarmi sui criteri usati per le assunzioni. Lui mi ha risposto che, essendo una ditta privata, le assunzioni sono state discrezionali. E questo non mi scandalizza! Mi scandalizza invece che per ottenere un risultato scontato, si sia camuffata la solita logica delle spartizioni dietro ad un bando pubblico, inserito anche sul sito ufficiale del Comune. Una farsa che serviva a coprire l’assunzione programmata di mogli, amanti, sorelle e congiunti di assessori e consiglieri comunali. Neanche di questo mi scandalizzo, ma che questa sinistra la smetta di ergersi a paladina della legalità, della trasparenza e della correttezza. Ricordo il gran polverone che lo scorso anno alcuni personaggi sollevarono su una vicenda che mi vedeva coinvolto, e dalla quale sono stato totalmente prosciolto. Qualcuno ieri gridava allo scandalo ed oggi mette in pratica veri strumenti di ricatto e pressione per sistemare i propri protetti. Da quattro previste, le assunzioni sono salite ad undici proprio per soddisfare le esigenze fameliche di assessori e consiglieri. Che nessuno si metta in testa di dare lezioni di moralità».
Le sue sono affermazioni molto gravi!
«E che non possono essere smentite. Come ho avuto modo di dire in aula, sono pronto a fare nome e cognomi degli assunti e dei “padrini” che li hanno sponsorizzati. Non si gioca così con le aspettative di chi spera in un posto di lavoro. Molti richiedenti sono stati scartati alle selezioni senza un motivo, senza un perché, senza una spiegazione: solo perché non erano scritti sull’elenco precompilato».
Sulle procedure che hanno portato alla assegnazione del servizio ci sono molte ombre!
«La Giunta si è arrogata il diritto di sostituirsi al Consiglio comunale e di prevaricare i ruoli. Alla fine il Consiglio comunale ha espresso all’unanimità la determinazione di voler regolamentare il servizio e di riappropriarsi del proprio ruolo istituzionale. Nelle more credo che l’amministrazione debba sospendere il servizio, bloccare l’avvio del parcheggio a pagamento ed attendere che il Consiglio deliberi un regolamento appropriato. Non capisco la resistenza opposta in aula dal sindaco e dal segretario generale, che con tanto vigore ha difeso le posizioni della giunta. Non credo che rinviare di qualche mese l’avvio del servizio possa arrecare danni concreti alla ditta che si è aggiudicata il servizio. Se si vuole insistere ad avviare subito le strisce blu appare chiaro che lo si farebbe esclusivamente per una sorta di riconoscenza nei confronti di chi ha fatto un grande piacere».
In aula il Pd ha dato chiari segnali di sfaldamento!
«E’ chiaro a tutti che il sindaco non ha più una maggioranza in Consiglio comunale. A Nigrelli, che stimo come uomo, non rimangono che due possibilità: la prima è che si apra alle forze del centro destra e proponga un governo di larghe intese da concordare con l’opposizione. La seconda è che ammetta il fallimento politico del suo progetto e, preso atto di non avere più i numeri che lo sostengono, rimetta il suo mandato e consenta alla Città di tornare alle urne la prossima primavera. Non ci sono altre alternative».
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