Il mistero Viola
Piazza Armerina, 18/08/2010 - Qualche giorno fa, sul finire del mese di luglio, è arrivata la notizia della revoca dell’incarico al comandante della Polizia Municipale Piero Viola. Con la delibera di giunta n. 157 del 29 luglio scorso l’amministrazione comunale si è premurata di fare marcia indietro revocando l’incarico al solerte funzionario catanese che, secondo le intenzioni espresse dall'amministrazione comunale, avrebbe dovuto reggere le sorti del Comando di Piazza Armerina almeno fino al 31 dicembre 2010. Nella frettolosa decisione la giunta ha preso atto di una misteriosa nota riservata inviata al Comune di Piazza Armerina il 28 giugno 2010, con la quale la Provincia Regionale di Catania, della quale Viola è dipendente, “Revoca (per i motivi esposti in premessa) il Comando presso il Comune di Piazza Armerina del Sig.. P. V. dipendente della Provincia Regionale di Catania, con profilo professionale di istruttore direttivo specialista di vigilanza, cat. Giuridica “D1” economica “D5”, a decorrere dalla data del presente atto”.
I motivi esposti in premessa sono stati secretati dall'amministrazione comunale.
Nessuna spiegazione è stata data delle ragioni che hanno spinto la Presidenza della Provincia di Catania a chiedere l’immediata revoca del comando a Piazza Armerina del funzionario Viola, lasciando che dubbi e sospetti si facciano strada tra i nostri concittadini. L’amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini perché la nostra Città si sia dovuta sbarazzare tanto in fretta di una così alta professionalità.
Nel settembre del 2008 l'amministrazione Nigrelli chiamò a dirigere il Comando della Polizia municipale il funzionario della Polizia provinciale di Catania, che mai prima aveva avuto incarichi di comando e mai prima aveva avuto esperienza in seno al ruolo della Polizia municipale. Ma Nigrelli e i suoi collaboratori vollero fortemente che l’illuminato agente catanese portasse a Piazza Armerina una ventata di esperienza e di professionalità. E gli effetti di questa operazione sono immediatamente balzati sotto gli occhi increduli dei cittadini: con un atteggiamento da sceriffo del West, Viola cominciò subito a pasticciare nella riorganizzazione della polizia municipale e si fece conoscere immediatamente dai cittadini per la sua cocciutaggine, la sua arroganza e l'illogicità delle sue decisioni, tanto da innescare reazioni tali da causare l’arresto di almeno un paio di persone che avevano osato reagire con le mani alle sue discutibili provocazioni. In verità l’alone di mistero ha circondato l’ormai ex comandante fin dal suo arrivo: già a settembre di due anni fa erano in molti a chiedersi il motivo per cui la scelta dell’amministrazione comunale piazzese fosse caduta proprio su di lui, senza alcuna esperienza e senza particolari meriti. Le domande si moltiplicarono quando, espletati i concorsi interni per le progressioni verticali, il comando di Polizia municipale si arricchì di ben tre ufficiali (Velardita, Sapone e Pascolato) tutti idonei a svolgere le funzioni di Comandante. Invece misteriosamente si continuava a prorogare l’incarico al funzionario della polizia provinciale di Catania, con un notevole esborso di risorse dal magro bilancio del Comune.
Chissà se qualche consigliere comunale, magari della sempre più tiepida opposizione, troverà determinazione per trasmettere gli atti alla Magistratura penale e a quella contabile per i relativi accertamenti del caso…
Del comandante Viola va detto che è stato fedele servitore degli amministratori che lo hanno beneficato; è stato diligente nell’espletare alla men peggio tutte le ingarbugliate e confuse procedure che hanno portato all’istituzione dei parcheggi a pagamento ed ha assecondato con encomiabile abnegazione le capricciose rivoluzioni dei sensi di marcia delle principali vie della Città, rischiando spesso il linciaggio e sfidando il comprensibile malcontento degli operatori commerciali.
E l’idillio sarebbe certamente continuato, forse anche ben oltre al 31 dicembre 2010 se non fosse intervenuta quella maledetta ed inopportuna notaccia della Provincia regionale di Catania che chiedeva al Comune di Piazza Armerina, senza tanti preamboli, di mettere fine all’avventura piazzese di Viola.
Alla faccia della trasparenza e della correttezza, nessuna spiegazione è stata data ai cittadini, come se questi non avessero il diritto di sapere. Non si comprende il pudore del sindaco e dei suoi assessori a dire chiaramente alla cittadinanza che quel valido ed irreprensibile funzionario è stato condannato per abuso d’ufficio nella sua Catania e che di conseguenza pende sul suo capo una interdizione dai pubblici uffici. Forse Nigrelli non ne parla perché altrimenti dovrebbe spiegare ai suoi concittadini che lui quella storia la sapeva da tempo, sapeva che sul suo comandante gravava una spada di Damocle che gli sarebbe caduta da un momento all’altro tra capo e collo. Ma ha voluto sfidare la sorte fino all’ultimo momento utile, fino a quando cioè la Provincia di Catania ha comunicato ufficialmente il provvedimento giudiziario a carico del Comandante Viola.
Forse Nigrelli teme che per lui sarebbe difficile spiegare perché ha preferito continuare a pagare profumatamente un funzionario esterno, condannato, anziché provvedere a sostituirlo con uno degli ufficiali in servizio a Piazza Armerina.
Non vogliamo entrare nei meriti della scelta operata dall’amministrazione di nominare comandante Alfredo Sapone, stimato amico ed ottimo funzionario che però non ha alcuna esperienza di comando. A lui auguriamo di cuore di svolgere al meglio le sue funzioni, anche se la sensazione è che si sia partiti col piede sbagliato anche stavolta.
Mauro Farina
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