La sfiducia a un sindaco eletto direttamente dai cittadini è atto di grande responsabilità ed è un atto squisitamente politico che parte dalla valutazione negativa (per la città, non per le sorti dei singoli politici) dell'attività amministrativa del sindaco e della sua giunta. Non si tratta quindi di un atto di ordinaria amministrazione o di un atto dovuto.
Su questo dovrebbero riflettere i segretari zombie di Ds e Margherita (zombie perché segretari di partiti che non esistono più) e i consiglieri comunali del centro sinistra, piuttosto che discutere sulle questioni di forma relativa alle firme apposte in calce alla richiesta di discussione della fiducia.
Allo stato attuale, infatti, il confronto verte su una questione formale. O almeno così appare. Secondo il segretario generale la richiesta di inserimento all'ordine del giorno della mozione di sfiducia non è valida poiché l'ex capogruppo del Pd, Lina Grillo, ha scritto di ritirare la firma dal documento inopinatamente protocollato da un suo compagno di partito. Secondo il Presidente del Consiglio comunale Filippo Miroddi, che della mozione è uno dei firmatari, il punto va ugualmente portato in discussione e sarà il Consiglio ad esprimersi pro o contro la proposta di mandare a casa il Sindaco.
Al di là della questione formale, credo che si possa ipotizzare che Lina Grillo sia ancora e sempre più convinta della necessità di interrompere una esperienza sindacale che sta arrecando un grave danno alla città e che sulla stessa linea siano i consiglieri del centro sinistra e quello di Forza Italia, Falcone, che pur appartenendo allo stesso schieramento politico del sindaco ne ha sempre denunziato l'inconcludenza.
Questo e non altro è il dato politico. Questi otto consiglieri confermano oggi il loro giudizio negativo sull'amministrazione o hanno cambiato idea?
A questa domanda ne posso aggiungere altre. Rosario Paternicò che, a parte il suo girovagare da un partito ad un altro per dichiararsi, alla fine, indipendente, ha sempre mostrato autonomia di giudizio si esprime positivamente su questa amministrazione o può condividere la bocciatura proposta dai suoi colleghi?
E il Movimento per l'Autonomia, attuale brand vincente anche nella politica locale, fa la voce grossa solo per lucrare qualche poltroncina nella Sala delle luci, o ritiene inadeguata la futura leadership cittadina che, se sopravvivesse alla sfiducia, si riproporrebbe automaticamente per la prossima sindacatura?
E il sindaco che per mesi ha sfidato beffardamente l'opposizione alla sfiducia, certo che nessuno dei consiglieri avrebbe rinunciato alla lauta indennità, rimarrà sulle sue posizioni di altezzoso rifiuto delle concessioni al Mpa o, di fronte al rischio della sfiducia, sacrificherà qualcuno dei fidi assessori di Forza Italia e indipendenti oltre che la sua, in vero tutt'altro che sacra, parola?
Questi sono i nodi politici che si scioglieranno solo se la mozione verrà portata in discussione in Consiglio comunale.
La responsabilità è solo dei dirigenti del centro sinistra perché, se si vuole confermare il giudizio, è sufficiente che ORA si riappongano le firme, tutte e otto le firme, in calce al documento di sfiducia e che sabato i consiglieri aprano il dibattito su questa esperienza amministrativa e, alla fine, votino. Solo così si vedrà chi ha parlato con lingua biforcuta.