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Intrigante l'ultimo libro di Pino Bevilacqua

Piazza Armerina, 01/12/2009 -

La storia e i miti di Piazza Armerina raccontati da un piazzese che ama la propria Città. È questo, in sintesi, il contenuto dell’ultima fatica letteraria di Pino Bevilacqua (nella foto a lato)  “Di quest’antica terra”.

Un racconto intriso di sentimento, fantasia e verità storiche che si snoda attraverso i secoli di storia, testimoni della nascita, della crescita, dello sviluppo, del progresso e del declino di Piazza Armerina.

Il libro di Pino Bevilacqua, non è un trattato storico, né uno snocciolare di date ed eventi, ma è un racconto quasi fiabesco delle proprie origini, scritto con la mano leggera di chi vuole risalire alle proprie origini più con la forza del cuore che con quella della ragione.

Ed è così che si possono leggere pagine di straordinario fascino, soprattutto quando l’autore ricostruisce le origini della nostra Città attraverso le leggende che si sono tramandate fino ai nostri giorni. Fa sognare ad occhi aperti i suoi lettori Pino Bevilacqua, li fa viaggiare attraverso le magiche ali della fantasia popolana.

Ecco allora che “u cuntu da Culovria” si materializza e viene svelata l’identità del misterioso animale mitologico che tanta paura ha seminato nei secoli. L’immonda bestia, metà donna e metà serpente, ha tormentato il sonno dei nostri antenati e fa prepotentemente parte della nostra tradizione, della nostra cultura, del nostro modo di essere. La perfida Gorgonia, trasformata in Culovria dagli dei per scontare il fio della sua cattiveria, è la raffigurazione principe degli innumerevoli personaggi che, nel corso dei millenni, hanno danneggiato la nostra terra disseminando divisioni, corruzione e rovina. Ancora oggi c’è chi giura di averla vista aggirarsi per le nostre campagne e la sua sola visione paralizza per la paura.

Questo è uno dei punti forti di “Di quest’antica terra”: è capace di trascinarti in un viaggio fantastico nel passato remoto, per accompagnarti dolcemente, attraverso ai secoli, al presente e immaginare il futuro. Una sensazione magica che la penna di Bevilacqua, rivelatasi anch’essa magica, riesce a trasmettere.

Fin dalle sue prime pagine il libro ti cattura, ti intriga e ti trasmette la frenesia di passare quanto prima alla pagina successiva, in un crescendo di sensazioni che esplodono in tutto il loro fragore all’ultima pagina. Indiscutibilmente “Di quest’antica terra” merita in pieno il successo di vendita che sta registrando nelle librerie ed è un’opera che non dovrebbe mancare nelle case dei piazzesi che amano le loro radici. Non per vivere di ricordi e di antiche e polverose glorie, ma per avere coscienza di ciò che eravamo per ritrovare quell’orgoglio perduto.

Il libro è poi impreziosito dalle illustrazioni di Angelo Scroppo, artista piazzese di indubbio talento che, attraverso i suoi disegni, arricchisce l’opera letteraria di Pino Bevilacqua. Un libro da leggere, da regalare e da custodire preziosamente nello scaffale del nostro amore per Piazza Armerina.     

Mauro Farina


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