Ma Malfitano non ci sta
Enna, 04/09/2010 - Ma Sergio Malfitano non ci sta: Il Presidente del Consiglio provinciale ha avuto troppa fretta ad escluderlo dalle recenti sedute di fine agosto.
Sostiene Malfitano: « Devo puntualizzare che la sentenza citata nelle Sue Comunicazioni, non risulta, a tutt’oggi, notificata né al domicilio dello scrivente né a quello del proprio Legale Difensore». E allora?
Sostiene Malfitano: «Lo scrivente esprime le proprie perplessità sull’effettiva esecutività della stessa a decorrere dalla data del 23/08/2010. A tal fine il sottoscritto si riserva la possibilità di rivalersi nelle sedi competenti per tutte le mancate convocazioni relative alle sedute di Consiglio Provinciale e di Commissione Consiliare». Durerà ancora poco – dice in sostanza il combattivo farmacista nicosiano – ma fino a quando non mi notificano l’atto io ……ancora consigliere sono!».
E qualche giorno in più, per un consigliere provinciale della tempra di Malfitano, non è cosa irrilevante. Sergio è stato oppositore della giunta Monaco e non di poco conto, si è fatto sentire, ha strillato perfino, ha prodotto interrogazioni, richieste di documenti, denunce pubbliche ed esposti, ha fustigato gli assessori spendaccioni (ricordate la deliziosa polemica con Fabrizio Tudisco per le colossali spese prodotte dal suo assessorato?), bastonato i dirigenti irresponsabili (mirabile la battaglia per l'agibilità delle strutture scolastiche), ma soprattutto ha bersagliato lui, il suo nemico personale, l’uomo che dopo essersi fatto designare candidato, dopo essersi fatto votare, ha cambiato faccia e voltato le spalle al gruppo politico di Malfitano, «l’ingrato, cinico, inconcludente, Presidente Pippo Monaco».
E nella sua contesa, a Pippo Monaco, Malfitano ha unito il dep. Reg. Edoardo Leanza, suo concittadino, che di Monaco era ispiratore e cattivo consigliere, in una lotta senza quartiere, all’ultimo manifesto.
Ma la sentenza prima o poi arriverà e Sergio Malfitano dovrà spogliarsi dei panni di Consigliere provinciale. Starà al suo posto, il dinamico farmacista nicosiano, ma non rinuncerà a far politica. Si sente tradito, si capisce dalle cose che dice, medita riscossa, dice di essere stato fatto fuori per ragioni di pura strategia politica. Rimpiange di non essere stato difeso a sufficienza. Ma la sua forza vera di personaggio popolare è nell’impegno a fianco della gente, dei suoi concittadini, dei più deboli, dei malati, per i quali si prodiga aldilà delle sue possibilità. E questo lo salverà. A questo si dedicherà con rinnovata passione. Ma Malfitano «non è archiviato» il suo personaggio tornerà presto ad inquietare, in politica, i sonni di qualcuno.
Al suo posto andrà il buon Salvo La Porta, in cordiali rapporti col dep. Reg. Leanza e che, lo stesso giorno della sentenza che gli dava ragione, si è affrettato a dichiarare (ma lo si sapeva già) la sua vicinanza al leader Berlusconi.
Salvo La Porta non sarà un amico per Monaco, ma non sarà nemmeno un suo nemico in stile Malfitano. Personalità diverse: l’ex Sindaco di Leonforte è mediatore, ottimista, prudente. Aspettava questo momento sognando un rilancio nella politica. E questa è per lui un’occasione buona. Vedremo se la Giunta tecnica del Presidente Monaco, potrà giovarsi o no del cambio in campo.
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