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Sgominata la banda dei pannelli solari

Piazza Armerina, 24/11/2011 -

Sono stati tratti in arresto dalla Squadra Mobile della Questura di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Giovanni CUCITI - con la collaborazione della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Commissariato di P.S. di Alcamo (TP), tre cittadini marocchini che nell’arco di 10 giorni del mese di aprile dello scorso 2010 hanno trafugato presso due proprietà oltre 200 pannelli solari da impianti installati, cagionando danni per oltre € 200.000,00.

 

La banda è composta da:     

 

1.    EL HAJI Mohamed (nella foto), nato in Marocco nel 1964, residente a Caltanissetta;

2.    HAMRESSBIB Hajib, nato in Marocco nel 1985, domiciliato ad Alcamo (TP);

3.    EL AISSAOUI Mohamed, nato in Marocco nel 1974, residente a Caltanissetta.

 

I tre sono indagati in ordine ai delitti di cui agli artt. 61 n. 5 e n. 7, 81 cpv, 110, 624 bis, 625 n. 2 e n. 5 c.p., per avere, con più azioni esecutive di un disegno criminoso, in concorso, al fine di trarne profitto, asportato in due distinte occasioni e presso altrettanti siti, 96 e 110 pannelli solari, nonché un furgone, con l’aggravante di avere cagionato alle persone offese un danno di rilevante gravità.

 

I fatti sono avvenuti nella notte tra l’11 ed il 12 Aprile dello scorso anno, in contrada Grotta Calda Cozzo Stella, Agro del comune di Piazza Armerina, nonché tra il 20 ed il 21.4.2010, in c/da Gigliotto al confine tra i territori di Piazza Armerina (EN) e di San Michele di Ganzaria (CT).

 

Perfettamente organizzati, si ritiene che gli indagati operassero inseriti in un gruppo più ampio che oltre al furto dei pannelli si occupava anche della ricettazione degli stessi, verosimilmente in un contesto internazionale.

 

Ne è la prova il fatto che il furgone rubato è stato trovato al porto di Catania con a bordo alcuni pannelli danneggiati – provento di altro grosso furto di uno stock di circa 200 – da dove la refurtiva sarebbe stata imbarcata su qualche container per essere portata all’estero. Diversamente sarebbe particolarmente difficoltoso il riutilizzo dei pannelli rubati poiché matricolati e, pertanto, immediatamente rilevabili nel caso in cui venissero utilizzati per ottenere contributi ed eventuali rimborsi.       Dopo gli arresti i cittadini marocchini sono stati ristretti presso le carceri di Trapani e Enna a disposizione dell’Autorità  Giudiziaria.


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