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Randagismo: Far West a Piazza Armerina

Piazza Armerina, 17/11/2009 -

(Mauro Farina) - Ecco il primo concreto risultato delle farneticanti dichiarazioni di Luigi Bascetta rilasciate nelle settimane scorse alla stampa. Il sindacalista dei Cobas prendeva di mira i cani randagi che girovagano per Piazza Armerina, imputando loro carenze igieniche, rischi per l’incolumità pubblica e stato di degrado. Come soluzione Bascetta prospettava l’intervento dell’esercito, con licenza di abbattere i cani randagi e liberare così la Città dall’assedio dei quattro zampe. Peccato che l’esercito non possa intervenire per debellare gli imbecilli a due zampe, troppo spesso mille volte più pericolosi dei poveri cani innocenti. Ma siccome la mamma dei cretini è sempre incinta, stavolta uno dei tanti figlioletti ha pensato bene di imbracciare un fucile a pallettoni e sparare contro tre cani innocenti. Tre morti colpevoli solo di avere incrociato la loro strada con un emerito imbecille. A Bascetta tuoniamo con forza di spostare la sua attenzione sulle sue aride battaglie e di dimenticare la questione legata al randagismo. Le sue stolte parole di allora suonano oggi come una vera e propria istigazione a delinquere e non ci possiamo permettere di salire agli onori della cronaca per episodi di così alta inciviltà, delinquenza e deficienza. È probabile che, alla luce di questo episodio inquietante, le associazioni animaliste decidano di intraprendere azioni legali contro il quasi irriducibile sindacalista. La libertà di espressione e di parola è un sacrosanto diritto in un Paese civile come il nostro, ma quando le parole istigano alla violenza occorre frenarle, e in gran fretta. Con sentimenti di vergogna e di amarezza, riportiamo di seguito la notizia di quanto accaduto pubblicata dagli amici di Vivienna:  

Erano le 22 di sabato 14 novembre quando qualcuno ha pensato di liberarsi di tre cani sparandogli. L’allucinante scena da far west è avvenuta a Piazza Armerina, in via Padova, strada frequentata con tanto di pub e ristorante. I Carabinieri hanno aperto un’inchiesta ma ad oggi nulla si sa riguardo l’autore di un gesto tanto vile e violento. Dei tre cani uno è risultato avere il microchip ma ancora dopo tre giorni dall’accaduto non si è riusciti a risalire al proprietario perché a Piazza Armerina, come nel resto della provincia di Enna, manca l’anagrafe canina on line. Questo significa che per rintracciare il padrone di un cane microchippato è necessario esaminare a mano, una per una, le schede dei microchip depositate presso la Asl locale.

«L’esecuzione di questi tre cani è sconcertante e deve far riflettere su quanto sia grave la situazione del randagismo in Sicilia – dichiara Marcella Porpora, Coordinatrice regionale LAV Sicilia –. All’Arma dei Carabinieri, prontamente intervenuta sul posto, e alle massime Autorità locali chiediamo di far luce su questo incivile atto, consono ad una polverosa strada del Far West piuttosto che ad una città famosa in tutto il mondo per le sue bellezze archeologiche. Inoltre ci appare intollerabile – prosegue Porpora – che ancora alle soglie del 2010 l’anagrafe canina nella Provincia di Enna non sia informatizzata e sia, invece, da gestire manualmente. Ci chiediamo, in queste condizioni, come si possa risolvere il problema del randagismo e della violenza sugli animali.»

La gestione del randagismo in provincia di Enna va decisamente a rilento: a Piazza Armerina, nonostante le numerose pressioni sulle Autorità locali, ancora non sono cominciate le sterilizzazioni, mentre ad Enna pochi giorni fa, dopo anni di attesa, finalmente è stato inaugurato un ambulatorio veterinario per avviare le sterilizzazioni e l’anagrafe, peccato però che come denunciato da alcuni cittadini l’ambulatorio potrà essere davvero operativo solo dopo che sarà attivata l’anagrafe on line.

«Come sede LAV presente a Piazza Armerina facciamo un appello a tutti i concittadini a collaborare con l’Arma dei Carabinieri per rendere giustizia ai tre cani uccisi – dichiara Lorena Sauli, responsabile provinciale LAV Enna –. Inoltre, alla luce di quanto successo sabato sera in via Padova, riteniamo estremamente grave la pubblicazione, poche settimane fa, di articoli di stampa che hanno indicato proprio nel ricorso alle armi una possibile soluzione al randagismo. Un consiglio che, se voleva essere provocatorio, può invece avere istigato la follia di qualche persona priva di scrupoli».

La LAV fa un appello al Sindaco di Piazza Armerina affinché attivi immediatamente degli interventi concreti per gestire il randagismo e per promuovere nella sua cittadina un corretto rapporto uomo-animale, cosa estremamente importante poiché il disinteresse e la violenza sugli animali - oltre ad essere eticamente inaccettabili - si pongono anche in contrasto con i principi generali della Legge quadro 281/91, norma statale sul randagismo, ed in Sicilia della Legge regionale 15/2000, secondo cui lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono.

La LAV ricorda, inoltre, che l’art 544 bis del Codice Penale è molto chiaro nel prevedere punizioni severe per "chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale", comminando la reclusione sino a diciotto mesi, cui possono essere sommate varie aggravanti tra cui la crudeltà ed i futili motivi.

 

Tratto da www.vivienna.it  


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