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L'epopea di Giuseppe Mattia

Enna, 16/08/2010 -

Il magro bilancio di Giuseppe Mattia, assessore provinciale balneare , è stato pubblicato, con atteggiamento trionfale, ma sotto sotto un po’ amaro, sul Blog di Agostino  Sella.

Con rara sfrontatezza il delfino di Raffaele Lombardo in Provincia di Enna, ritiene di aver risolto il problema della strada provinciale n. 4, quella, per intenderci che collega Valguarnera a Piazza Armerina e Aidone e rappresenta il naturale collegamento  con l’Autostrada A19. Mattia, in un eccesso di pudore, confessa che ciò è stato possibile grazie all’azione del suo collega di giunta, delegato ai lavori pubblici,  il nicosiano Giorgio Bruno. La soluzione prospettata è l’espletamento del bando per l’assegnazione dell’incarico di progettazione esecutiva dei lavori. Campa cavallo che l’erba cresce. Lui stesso finisce con l’arrossire quando afferma che adesso (che non c’è più lui in giunta) sarà necessario che «la politica» sorvegli perché a fine anno si possa giungere all’espletamento della gara per dare inizio ai lavori. Troppo facile, caro ex assessore, se in tre mesi si potesse ottenere la progettazione, i numerosi visti di prassi, l’espletamento della gara, il superamento dei possibili contenziosi e l’assegnazione delle opere, la Provincia di Enna sarebbe iscritta al Guinness dei primati.

Mentre il cavallo campa in attesa che l’erba cresca, a scanso di ogni responsabilità il Presidente Monaco, il suo ex assessore Giorgio Bruno (Mpa) e il solerte ex assessore piazzese all’Ambiente, Mattia, hanno continuato a mantenere chiusa la strada, imponendo una vergognosa deviazione e facendo rimpiangere perfino l’ex Presidente Cataldo Salerno, che quando la situazione degli smottamenti si faceva grave, riusciva ad intervenire e a scongiurare la chiusura definitiva di un tratto di strada così importante.

Nel bilancio del Piccolo Lombardo ennese,  figura anche un intervento di manutenzione della strada Piazza Armerina - Mirabella Imbaccari, l’acquisto della sede dell’Istituto Magistrale, l’approvazione di una serie di Piani di programmazione, la cura della Riserva naturale di Pergusa, l’avvio di un “pour parler” sulla bonifica della Miniera di Pasquasia che, ad oggi non ha prodotto alcun risultato concreto.

Magro bilancio dicevamo in apertura, perché l’assessore all’ambiente della Provincia non ha risolto, non ci ha nemmeno provato, le vere questioni inerenti il suo incarico e che riguardano la tutela dell’ambiente della provincia. In particolare Mattia si è ben guardato dallo sporcarsi le mani con la gestione della raccolta dei rifiuti, con la tutela dell’ambiente inquinato nelle numerose discariche chiuse o esaurite,  dell’inquinamento da inerti causato sistematicamente da imprenditori di pochi scrupoli che utilizzano i boschi per liberarsi di rifiuti inquinanti, ha dimenticato che i venti comuni dell’Ennese sono pieni di Eternit, materiale cancerogeno usato massicciamente negli anni 70 per le coperture e che bisogna incentivare la sostituzione e il corretto smaltimento delle lastre, che devono essere urgentemente messi in atto sistemi di monitoraggio del territorio perché vi sono consistenti sospetti  di contaminazione dei suoli e delle miniere dismesse da parte di organizzazioni delinquenziali siciliane e non.

Certo per un assessorato balneare, assegnato di rimessa, e sbaraccato al primo venticello estivo, questi erano obbiettivi troppo alti. Non ne facciamo colpa a Mattia, in questo la responsabilità è solo di Pippo Monaco, che fra le altre personalità del centrodestra che lo avevano eletto, ha sacrificato anche Mattia sull’altare della sua incompetenza.

Ma per la questione dei rifiuti solidi urbani Giuseppe Mattia è imperdonabile.

Non era lui che gridava alla “banda di ladri” dell’Ato rifiuti? Non era lui che indicava come troppo alto il costo delle bollette e induceva i cittadini a non pagare? Quale migliore occasione per sbaragliare la banda e collocare “virtuosi amministratori targati Mpa” (magari personalmente scelti dal Presidente Lombardo, il più noto ed efficace collocatore siciliano di suoi amici di partito) capaci di raddrizzare i conti, abbassare le tariffe e rendere più efficiente il servizio?

A quanto si apprende, appena smessi i panni d’assessore, Mattia ha già reindossato quelli dell’agitatore sociale. E fa ancora incetta di bollette, con la promessa di esonerare dal pagamento i malcapitati che credono alle sue parole, attraverso ricorsi, contestazioni et similia, dall’insicuro risultato. Evidentemente è questo l’unico terreno che il leader piazzese dell’Mpa conosce per garantirsi un ruolo politico.  Con Giuseppe Camerino ridotto al silenzio, per la concreta minaccia del carcere e l’esilio a Valguarnera di Luigi Bascetta, il terreno dell’antagonismo politico e sociale è tutto per Mattia.  

Buon pro gli faccia.


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