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Una commedia da due soldi

Piazza Armerina, 21/07/2010 -

Carmelo Nigrelli porta gli occhiali: deve essere miope. E’ davvero una valida giustificazione alla visione distorta degli esaltanti successi della sua missione amministrativa. E in effetti per contrastare la rivolta dei cinque consiglieri dissidenti, fa ricorso alle puntuali enunciazioni degli "affari" messi in campo nelle politiche sociali dalla lady di ferro, Lina Grillo e li spaccia per grandi successi realizzati a partire dal programma. Si nasconde anche dietro alle manovre dell’assessore Ribilotta. Lo fa con l’incredibile affermazione che nel campo dello sviluppo è del tutto evidente il risultato straordinario della sua politica. Peccato che questi successi li veda solo lui, un po’ sfocati, certo, per via della miopia, e nessun altro in Città.

Divertente è invece come Fabrizio Tudisco zompi sul sindaco per deviare l’attenzione dal suo personale fallimento di assessore della giunta provinciale. L’esordio è di solidarietà al povero Restivo, compagno di sventura, anche lui perdente posto, anche lui in polemica col capo dell’amministrazione. Tudisco si fa scorrere un paio di lacrimucce alla cipolla per consolare il suo collega trombato. Magari spera che l’ineffabile Restivo, che ha brillato come lui per un biennio di inconsistenza politica, gli ricambi la cortesia rispedendo al mittente analoghi apprezzamenti e la considerazione di «uomo dotato di grande onestà intellettuale». Se Restivo lo dicesse di Tudisco chissà, è un po’ difficile ma qualcuno potrebbe anche credergli.

La proposta di Tudisco è del tutto bizzarra. Per far dimenticare alla Città il fallimento politico e personale di Nigrelli, l’ex vicesindaco piazzese propone una formula vaga: «Un progetto pluriarea». L’auspicio è che una sorta di federazione di improbabili sfiducianti congedi l’arrogante sindaco e le segreterie politiche dei partiti presenti in Consiglio comunale diano quindi vita ad un "progetto pluriarea" per tornare al voto. Anche Tudisco porta gli occhiali e probabilmente non vede tanto bene. Non si accorge delle dinamiche politiche degli emendamenti, non ha visto che i consiglieri del suo stesso partito hanno avuto comportamenti diversi tra loro, che tutto il centrodestra era su posizioni eccentriche e scoordinate e che i cinque consiglieri dissidenti non fanno mistero di avere un regolamento di conti interno che non prevede in alcun modo né l’abbandono del Pd, né la sfiducia. Valga a ricordarcelo l’intervento dell’on. Crocetta che ha invitato Nigrelli al dialogo e i suoi amici consiglieri dissidenti ad esercitare prudenza e a stimolare (dentro il partito) una trasformazione della politica cittadina per "salvare" Nigrelli dall’apostasia di cui oggi si sarebbe macchiato. Richiama al rispetto dei temi a loro comuni, legalità, efficacia amministrativa per il sindaco del Pd. Altro che larghe intese, semmai maglie strette per tutti.

Per Tudisco si prospetta come utile solo una camicia di forza per impedirgli di parlare a vanvera.

Ma qualcosa va detta anche della strana ed originale trovata dell’ex assessore Restivo. La sua fuga dalla giunta rappresenta l’unico momento di gloria della sua triste ed anonima esperienza di amministratore. Per due anni nessuno ha saputo nulla di lui, uno dei numerosi fantasmi della giunta Nigrelli. Qualche settimana addietro Restivo presenta il bilancio (adesso approvato in Consiglio) lo firma, lo approva in Giunta e poi d’improvviso si dimette accusando il sindaco e alcuni suoi colleghi assessori di avergli impedito di fare il suo dovere. Questa è cronaca!

Allora ci chiediamo: ma se il bilancio non rispecchiava le sue convinzioni perché lo ha firmato e approvato in Giunta?

Non spettava a lui attuare le politiche di concertazione con il Consiglio comunale, con i colleghi assessori, con i dirigenti e con le forze politiche cittadine che afferma siano mancate?

A quanto pare il sindaco Nigrelli lo avrebbe perfino umiliato durante una seduta della Giunta. E lui? Per tutta risposta gli ha ubbidito, ha formulato un documento di programmazione economica che non condivideva, lo ha firmato seppure a malincuore, perché evidentemente voleva rimanere in carica, ancora come un invisibile fantasma.

Ma il risultato finale non è piaciuto alla sua corrente! e sono stati i consiglieri e qualcun altro del Partito a chiedergli le tardive dimissioni. Ecco perché è uscito sbattendo la porta.

Chissà che Restivo non proponga nei prossimi giorni anche lui un futuro "progetto pluriarea". Insieme a Tudisco potrebbero giocare a Flic e Floc o a nasconderello.

E finalmente sarebbero felici!

E certo anche noi con loro.


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