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Sul Palio Rosario usa la mazza

Piazza Armerina, 24/03/2011 -

Il consigliere Rosario Paternicò (nella foto alla sinistra di Maurizio Prestifilippo), già cavaliere giostrante, riapre la polemica sulle modifiche al regolamento del Palio e come suo costume lo fa senza peli sulla lingua.

«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!» prende spunto il consigliere comunale del Pdl, Rosario Paternicò, dalla celeberrima frase che Tomasi di Lampedusa fa pronunciare a Tancredi ne Il Gattopardo, per parlare di Palio dei Normanni. «Avevamo rinviato in Consiglio comunale – dice il consigliere Paternicò - l’approvazione del nuovo Regolamento del Palio dei Normanni per apportare in Commissione delle modifiche, sono passati più di quaranta giorni e tutto sembra essere stato dimenticato».

Erano mesi che il consigliere Rosario Paternicò stava in disparte, quasi a voler evitare la stampa e i giornalisti. Ma, è bastato parlare di Palio dei Normanni per suscitare in lui antichi sentimenti di amore per una manifestazione che l'ha visto protagonista per tanti anni come cavaliere giostrante del quartiere Casalotto. Non lo vedremo più con il suo cavallo e la divisa verde del quartiere che ha rappresentato ma sarà sempre in prima linea a difendere il Palio «Ho una sola parola, nessun ripensamento, per me si è chiusa la stagione del Palio in qualità di cavaliere giostrante ma ciò non significa che io non mi debba occupare della manifestazione e cercare di apportare il mio contributo, in qualità di consigliere comunale, ricco di un’esperienza più che ventennale fatta attraverso la diretta partecipazione al Palio». Rosario Paternicò va subito al nocciolo del problema, secondo il suo punto di vista: «Mi sembra che anche quest’anno il Palio sia destinato alla solita storia fatta di clientelismo e assistenzialismo che si mette in moto, puntualmente, nel mese di Luglio, al momento di organizzare la tre giorni della kermesse normanna. A distanza di mesi – continua Rosario Paternicò - era arrivato in aula il nuovo regolamento del Palio dei Normanni che abbiamo rinviato perché si è manifestata la volontà di apportare delle modifiche al regolamento, in particolare, quella di modificare la seconda prova cui sono chiamati i Cavalieri giostranti dei quattro quartieri storici. Ebbene sono passati più di quaranta giorni e ancora si aspetta che questo benedetto regolamento ritorni in Consiglio comunale per essere esaminato e votato dai consiglieri. Mi sembra che calzi a pennello la frase di Tomasi di Lampedusa  «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!». Al Consigliere Rosario Paternicò non vanno giù le proposte tese a cambiare, in nome dello spettacolo, una delle prove di abilità cui sono chiamati i cavalieri giostranti: «La proposta di modificare la seconda prova, che consiste nel colpire con un martello il Saraceno, viene da chi non è mai andato a Cavallo. Questa è la prova più impegnativa, sotto il profilo dell’abilità cui è chiamato un Cavaliere. In secondo luogo non capisco perché modificare una delle prove che appartengono alla tradizione e alla storia del Palio dei Normanni. Se delle modifiche devono essere fatte nell’organizzazione della quintana, si pensi a levare il fieno dai bordi del campo sportivo. Purtroppo ancora una volta non sono ascoltate le persone che hanno giostrato il 14 agosto per tanti anni e che hanno un’esperienza che può essere messa a disposizione dell’organizzazione. Ma, l’impressione è che il Palio sia per l’ennesima volta quella manifestazione tesa a salvaguardare misure di assistenzialismo e clientelismo che tutti conoscono e di cui nessuno vuole parlare. Personalmente aspetterò con ansia il regolamento in Consiglio comunale e in quella sede dirò come la penso senza peli sulla lingua».

Guglielmo Bongiovanni


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