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Perchè crocifiggere Colianni?

Enna, 21/04/2011 -

Il deputato regionale Mpa si paragona a Gesù Cristo. Anche su di lui piovono i Crocifiggi, crocifiggi! ma lui, invece, si sta battendo per Piazza e Leonforte.

Paolo Colianni, deputato regionale dell'Mpa, è disponibile, non appare risentito per le accuse che gli sono state rivolte da alcuni settori della stampa e della politica piazzese, in merito all’emergenza sanitaria che vive la Città dopo la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia decretato dal General manger dell’Asp di Enna, Nicola Baldari. Un politico di razza, intelligente, indifferente alle sollecitazioni guerrafondaie arrivate nel suo ufficio da «qualcuno», peraltro con accuse di basso profilo, contro presunte testate giornalistiche che non gli sono vicine. Tra un impegno e l’altro ha risposto alle nostre domande sull’ospedale e sulle prospettive future della sanità provinciale:

- In questi giorni le sono piovute molte critiche dai piazzesi, che cosa si sente di rispondere ai cittadini?

«L’unico promotore che si è mosso, concretamente, in sede parlamentare e in sede pubblica, per la tutela concreta dell’Ospedale Chiello è il sottoscritto. Le accuse che mi sono state rivolte sono del tutto strumentali e arrivano da chi, magari, vuole creare una vera débâcle dell’ospedale piazzese».

- Qual è la sua posizione sulla sanità ennese?

«Ho dichiarato pubblicamente e ho anche scritto sul sito online della Regione che la posizione da me assunta, in commissione parlamentare, è quella che l’ospedale di Piazza Armerina e quello di Leonforte permangono nelle loro attività e che dovranno anche essere potenziati. In particolare ho parlato, di un unico ospedale: Enna/Piazza Armerina. Ho detto più volte che si tratta di un problema di organizzazione sanitaria tra lo stabilimento di Enna e quello di Piazza Armerina, trattandosi di un unico ospedale, per dare ai cittadini un servizio che sia più vicino alle loro organizzazioni sanitarie. Ho spiegato che il problema non riguarda la legge 5, ma la sua applicazione sul territorio e che il nostro interlocutore non è Massimo Russo ma il direttore Baldari e i suoi colleghi amministratori. Infine, vorrei ricordare che il sindaco di Piazza Armerina, che non è certo della mia corrente politica, ha sposato interamente la mia proposta che punterà sul reparto di Ostetricia e Ginecologia perché tale reparto è unico con quello di Enna, pertanto la soglia dei mille parti può essere considerata su entrambe le strutture».

- Quindi a Piazza Armerina si potrà continuare a partorire?

«Questo significa che sarà possibile partorire a Piazza, anche se i casi più a rischio potranno essere seguiti dalla struttura ospedaliera di Enna al momento del parto. Questa è la proposta che ho fatto in tutte le sedi e in tutti i luoghi. Mi fa piacere che il sindaco di Piazza e di Leonforte abbiano sposato questa mia posizione che è del tutto chiara. Quindi il rischio che corriamo in provincia di Enna è quello che, invece di parlare delle cose concrete, facciamo in modo che gli strumentalismi della politica s’inseriscano sui dati tecnici. Vorrei, che per la prima volta tutte le forze politiche stiano unite senza colori e senza identificare colpevoli. Vorrei, che passasse tra la gente il messaggio sulle corrette posizioni che ognuno di noi ha assunto. Ho detto nei giorni scorsi a Leonforte che il Signore arrivò sul Golgota crocifisso perché un popolo gridò «Crocifiggi! Crocifiggi!». E, in mezzo al popolo, c’erano anche i preti che gridarono, democraticamente, per l’uccisione del Signore. Non vorrei che facciamo la stessa cosa. Ossia per filtrare le parole di ognuno di noi, consegniamo alla gente, in maniera strumentale, un pensiero diverso da quello che abbiamo espresso. Ed è per questa ragione che ho preso l’iniziativa politica di incontrare, prima di giorno 27 Aprile, quando la commissione parlamentare si recherà a Leonforte, per un’indagine, conoscitiva, su quello che è successo, l’assessore regionale Massimo Russo».

Guglielmo Bongiovanni


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